lunedì 5 novembre 2012

Oppidum 2010 - una recensione

da una recensione apparsa sulla rivista Wonder City di Pescara nel giugno 2010


"L’aria è tiepida, piacevole.
Ho voglia di spazi e fame di luce.
Inizia finalmente l’estate e con lei i miei consigli sul bere bene e consapevole.
Ad ogni numero vi presenterò una azienda ed un vino, lo assaggerò per voi, vi darò consigli di abbinamento.
Occasioni…stimoli…sensazioni
Siamo in giugno, l’aria è mite soprattutto al primo crepuscolo; la salsedine nell’aria invita a sorseggiare un vino bianco fresco, magari durante un aperitivo sulla spiaggia o su un terrazzo .
L’usanza dell’aperitivo pur essendo moda importata da nordiche latitudini è così piacevole da essersi pienamente integrata e diffusa sull’intero territorio. Di più, la piacevolezza di un aperitivo con sottofondo lo sciabordio del mare, non ha eguali e diviene momento elettivo di una giornata lavorativa o di vacanza.
Il fine comune di ogni aperitivo è di stuzzicare l’appetito e preparare il palato a ciò che verrà dopo senza appesantire; ecco perché mi risulta difficile comprendere come un Negroni o altri coktail ad alta gradazione, che generalmente sono offerti in tali contesti, possano con scioltezza introdurci verso la cena - non obietto che tali “intrugli” siano molto gradevoli e che “l’effetto” di leggero stordimento sia diffusamente ricercato – ma ritengo che non siano adeguati allo scopo appiattendo le nostre papille gustative rendendole di fatto impermeabili ad altri assaggi enologici e culinari durante la serata.
Perciò in queste righe voglio proporvi altro e comunque un diverso approccio. Non voglio però neanche parlare di bollicine, che banalmente sembrano essere durante un aperitivo l’unica alternativa al coktail alcolico...avete presente “il prosecchino” o il solito spumante brut che più brut non si può….ma raramente si va oltre.
Io vi propongo altro e vi suggerisco uno dei migliori vini bianchi italiani al quale la guida dell’Associazione Italiana Sommelier, 2000 Vini Bibenda ha assegnato nell’edizione del 2010 il massimo dei punteggi: 5 grappoli.
Il vino si chiama Oppidum ed è un moscato di Terracina. L'azienda è la Cantina Sant'Andrea.
Molti conoscono questo vitigno: ma lo conoscono declinato in dolce con bollicine o sotto forma di vino liquoroso. Pochi sanno che il moscato può essere vinificato anche come vino secco e la Cantina Sant'Andrea è una delle rare aziende che trasforma nell’Oppidum tutto lo zucchero in calore alcolico. Risultato: un vino assolutamente secco con un corredo aromatico straordinario.
Nel bicchiere il vino si presenta con un colore giallo oro luminosissimo, la consistenza nel bicchiere la si percepisce netta; appena avvicino il naso al bicchiere vengo travolto dall'intensità e dalla finezza dei profumi: subito l'aromaticità caratteristica del moscato, poi roteando il bicchiere escono le erbe aromatiche prima fra tutte la salvia, a seguire gli agrumi ed un intenso profumo di paglia secca. Emerge ancora una ricca mineralità in concordanza con il mare di fronte e la salsedine. Il primo assaggio non tradisce: ritrovo tutti i profumi avvertiti al naso e rimango stupito dalla sapidità interminabile; il calore alcolico percettibile trascina odori e sapori lasciando un retrogusto piacevolmente amarognolo.
Insomma stupirete i vostri amici con questo vino intenso e molto particolare da assaporare sia durante l'assaggio di diversi stuzzichini, soprattutto se a base di pesce o dotati di speziature. Ottimo sugli affumicati di mare ma si trova in accordo anche con secondi di pesce meglio se senza pomodoro.
Io personalmente lo apprezzo molto da solo senza abbinarvi nulla se non un bel pergolato e il mare di fronte immergendomi totalmente nella sua accessibile complessità. Questo vino lo trovate in enoteca ad un prezzo variabile tra i 7 ed i 9 euro"

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