"L’aria
è tiepida, piacevole.
Ho
voglia di spazi e fame di luce.
Inizia
finalmente l’estate e con lei i miei consigli sul bere bene e
consapevole.
Ad
ogni numero vi presenterò una azienda ed un vino, lo assaggerò per
voi, vi darò consigli di abbinamento.
Occasioni…stimoli…sensazioni
Siamo
in giugno, l’aria è mite soprattutto al primo crepuscolo; la
salsedine nell’aria invita a sorseggiare un vino bianco fresco,
magari durante un aperitivo sulla spiaggia o su un terrazzo .
L’usanza
dell’aperitivo pur essendo moda importata da nordiche latitudini è
così piacevole da essersi pienamente integrata e diffusa sull’intero
territorio. Di più, la piacevolezza di un aperitivo con sottofondo
lo sciabordio del mare, non ha eguali e diviene momento elettivo di
una giornata lavorativa o di vacanza.
Il
fine comune di ogni aperitivo è di stuzzicare l’appetito e
preparare il palato a ciò che verrà dopo senza appesantire; ecco
perché mi risulta difficile comprendere come un Negroni o altri
coktail ad alta gradazione, che generalmente sono offerti in tali
contesti, possano con scioltezza introdurci verso la cena - non
obietto che tali “intrugli” siano molto gradevoli e che
“l’effetto” di leggero stordimento sia diffusamente ricercato –
ma ritengo che non siano adeguati allo scopo appiattendo le nostre
papille gustative rendendole di fatto impermeabili ad altri assaggi
enologici e culinari durante la serata.
Perciò
in queste righe voglio proporvi altro e comunque un diverso
approccio. Non voglio però neanche parlare di bollicine, che
banalmente sembrano essere durante un aperitivo l’unica alternativa
al coktail alcolico...avete presente “il prosecchino” o il solito
spumante brut che più brut non si può….ma raramente si va oltre.
Io
vi propongo altro e vi suggerisco uno dei migliori vini bianchi
italiani al quale la guida dell’Associazione Italiana
Sommelier, 2000 Vini Bibenda ha assegnato nell’edizione del 2010 il
massimo dei punteggi: 5 grappoli.
Il
vino si chiama Oppidum ed è un moscato di Terracina. L'azienda è la
Cantina Sant'Andrea.
Molti
conoscono questo vitigno: ma lo conoscono declinato in dolce con
bollicine o sotto forma di vino liquoroso. Pochi sanno che il moscato
può essere vinificato anche come vino secco e la Cantina Sant'Andrea
è una delle rare aziende che trasforma nell’Oppidum tutto lo
zucchero in calore alcolico. Risultato: un vino assolutamente secco
con un corredo aromatico straordinario.
Nel
bicchiere il vino si presenta con un colore giallo oro luminosissimo,
la consistenza nel bicchiere la si percepisce netta; appena avvicino
il naso al bicchiere vengo travolto dall'intensità e dalla finezza
dei profumi: subito l'aromaticità caratteristica del moscato, poi
roteando il bicchiere escono le erbe aromatiche prima fra tutte la
salvia, a seguire gli agrumi ed un intenso profumo di paglia secca.
Emerge ancora una ricca mineralità in concordanza con il mare di
fronte e la salsedine. Il primo assaggio non tradisce: ritrovo tutti
i profumi avvertiti al naso e rimango stupito dalla sapidità
interminabile; il calore alcolico percettibile trascina odori e
sapori lasciando un retrogusto piacevolmente amarognolo.
Insomma
stupirete i vostri amici con questo vino intenso e molto particolare da
assaporare sia durante l'assaggio di diversi stuzzichini, soprattutto
se a base di pesce o dotati di speziature. Ottimo sugli affumicati di
mare ma si trova in accordo anche con secondi di pesce meglio se
senza pomodoro.
Io
personalmente lo apprezzo molto da solo senza abbinarvi nulla se non
un bel pergolato e il mare di fronte immergendomi totalmente nella
sua accessibile complessità. Questo vino lo trovate in enoteca ad un
prezzo variabile tra i 7 ed i 9 euro"
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